lunedì 13 giugno 2011

Le carezze

Ho finito di leggere "A che gioco giochiamo" di Eric Berne (tascabili Bompiani). Al di là del fatto che sia un testo di psicologia moderna e probabilmente ci voglia un background formativo di altro tipo rispetto al mio, mi piace condividere una immagine che Berne usa proprio all'inizio del saggio: le carezze. Ma andiamo con ordine.


Berne scrive questo libro per raccontare come il gioco sia un altro modo di dire in che posizione e in che ruolo un soggetto si ponga rispetto ad un ambiente o in relazione ad altre persone. Individua tre tipologie di stato nei rapporti sociali:




  • Adulto:persona orientata alla valutazione obiettiva della realtà, volta per volta;

  • Genitore: persona impegnata a dare regole o ad assumere atteggiamenti protettivi;

  • Bambino: persona che si comporta come un bambino (dolce e remissivo, spontaneo, ribelle)


Successivamente Berne tratta degli atteggiamenti standard che regolano le interazioni tra le varie persone (sempre secondo gli stati sopra citati) e introduce procedure e rituali. Tralascio le prime perché i rituali mi hanno colpito molto di più.


I rituali sono elementi relazionali che ci sono stati insegnati dai nostri genitori (chiamati da Berne "serie stereotipata di transazioni complementari semplici").
Non spaventatevi, nulla di così complicato...continuate a leggere.


Mi piace il fatto che Berne chiami 'carezze' un rituale particolare, quello del saluto:


A:" Buongiorno!"
B:"Buongiorno a lei"
A:"Come va?"
B:"Tutto bene, e lei?"
A:"In forma! Grazie mille..."


Il dialogo non fornisce reali informazioni ma serve, come dice Berne, al fatto che "A e B hanno contribuito, un pochino, a migliorare l'uno la salute dell'altro".


Mi ha fatto riflettere molto la questione delle 'carezze'! Quante volte accarezzo il mio interlocutore? Quanto spesso miglioro la sua e la mia giornata con un 'come stai? tutto bene?'
Ricordate? 'I Care': mi interessa di te come miglior modo di iniziare una relazione.



Ci risentiamo Sabato 18/06/2011, un carezza a tutti!


Vi aggiungo un'altra carezza, abbiate pazienza! In tempo di saggi di danza dobbiamo fare Lunedì 20/06/2011

2 commenti:

  1. ci capita ormai di rado di accarezzare i nostri interlocutori ... e basterebbe davvero poco per rendere migliore la giornata di ognuno di noi: basterebbe anche solo fermarsi alle prime due righe del dialogo tra A e B.

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