mercoledì 17 agosto 2011

Stacchiamo tutto?

In questo periodo ci si saluta spesso dicendo “stacco un po’ la spina”. Cioè?

Ho provato a sintetizzare tre modi di staccare:

1. Out of service: stacco qualsiasi contatto con la parte lavorativa e mi dedico a ciò che mi piace, al “mio” relax
Carlo, 35 anni, che è da Settembre dell’anno scorso vuole organizzare il Campionato Mondiali di Cacchi Suoi nel posto dove è stato quest’anno. Quando comincia le ferie utilizza un enorme interruttore all’uscita dall’ufficio, urla: “ci vediamo a Settembre” e spegne tutto. E’ in grado di staccare davvero con la componente lavoro: niente computer, niente cellulare ed evita anche di rispondere a Gaetano, il simpatico collega, che salutandolo gli dice: ”in ferie siamo vicini, vediamoci…”. Ha il sospetto che dietro l’invito si nasconda un briefing sull’ultimo brainstorming con il profumo di costate alla griglia. 

2. Out of place: stacco i contatti con i luoghi lavorativi e me ne vado in villeggiatura, ma rimango connesso per “qualsiasi cosa”
Fabrizio, 45 anni, manager con varie responsabilità che, conscio della sua indispensabilità, si è cercato un posto in cui ci sia banda per cellulare, ci sia il WiFi. La frase tipica prima di partire è sempre: ”Sono in vacanza sentiamoci solo se serve, per il resto c’è la mail”.
E poi chiama lui quotidianamente per ringraziare il collega che gli ha mandato una mail sul calciomercato estivo e nel frattempo, tra un Gilardino venduto e un Eto’o acquistato, sente come va in ufficio.

3. Out of order: stacco qualsiasi device tecnologico e umano e faccio la vita dell’eremita.
Marlon, 30 anni, orso grizzly.

Esagerazioni a parte, staccare è bene.  Il mio lavoro è fatto di relazioni, di contatti, di persone con le quali ho stabilito un rapporto trasparente e confidenziale. Se aggiungiamo anche il discorso Social Network, la mia ‘compagnia’ on line, coi quali condivido, approfondisco e imparo il mio mestiere di P.R. manager, diciamo che sono nella situazione in cui è difficile definire la parola “stacco”.
Ci provo comunque: modalità in cui posso permettermi di posticipare (e cazzeggiare, ovviamente!).

Rimango on line, mi connetto, rispondo alle chiamate, leggo le e-mail (e rispondo) e il grado di confidenza coi clienti mi permette di procrastinare le risposte. La mia idea è che stare in costante contatto (già detto qui), durante il periodo lavorativo e raccontargli quando, dove e come vado in vacanza ti permette di chiedere una pausa dalle normali performance.

Un ringraziamento particolare a @QuasiBorderline per avermi fatto ragionare sul concetto di "stacco" e per essere preziosa nella mia 'cumpa' on line! (magari inconsciamente... :))

2 commenti:

  1. Io volevo fare l'orso grizzly e staccare tutto queste ferie, perlomeno provare a non usare il pc e i social...Tra piccoli impegni e cose varie invece, non ci sono riuscito. Staccare davvero, almeno un piccolo periodo ogni tanto, non può che fare bene! ;)

    RispondiElimina
  2. Staccare è difficile per la maggior parte di coloro che fanno un mestiere inerente alla comunicazione per un banalissimo, lineare motivo: la nostra stessa formazione insegna che se non interagisci non ci sei, e se non ci sei vieni sostituito/spodestato. So simply. Da qui il bisogno di "monitorare" costantemente l'andazzo: per non far cessare il feedback che ci consente di mantenere quel ruolo sociale. La cosa buffa è che spesso, a mio parere, è vero il contrario: se dimostriamo a "chi ci segue" di saper staccare, dimostriamo di avere consapevolezza di quel ruolo e rispetto per i propri ritmi vitali...facciamo del bene alla reputazione, dunque ;)
    Ok, sto diventando troppo seria e logorroica! -grazie per la citazione Max!-

    RispondiElimina

Grazie per aver lasciato il tuo segno! Sarà pubblicato al più presto... :)

Si è verificato un errore nel gadget