venerdì 28 ottobre 2011

C'era una volta...storia semiseria di un Social Network

Vi racconto una storiella, per motivi di privacy non farò nomi.

C'era una volta un gruppo di persone determinate e cariche come delle molle, e soprattutto appassionati di "palla avvelenata". Questo team si ritrovò a pensare ad un Social Network per giocatori di "palla avvelenata". Una volta riuniti attorno ad un tavolo fecero tutte le loro considerazioni di tipo tecnico e commerciale, dettagliandone i passaggi, indicando chi fa cosa, le tempistiche, il modello di business. Addirittura collezionarono una serie di sponsor che misero a disposizione palloni, tute tecniche, convenzioni per campi da gioco e altri cotillons per appassionati. Gli diedero un nome accattivante: VenomBall. Era di sicuro appeal nell'ambiente e i succosi premi avrebbero potuto essere messi a disposizione degli iscritti, immediatamente.

Certi del successo dell'inziativa aprirono le porte di VenomBall con un grandioso evento in cui tutti i giocatori di "palla avvelenata" della nazione potessero vedere il sistema, iscriversi, farne esperienza ancora prima dell'uscita iniziale. Al primo colpo se ne iscrissero un centinaio, cento privilegiati a cui i promotori dell'iniziativa consegnarono un simpatico gadget, una bella stretta di mano e una frase: "come iscritto durante questo evento potrai dare un contributo al futuro del Social VenomBall, sei un iscritto speciale!". Il sorriso del neo-iscritto lasciava intendere la soddisfazione di essere parte di qualcosa.

Nei mesi successivi lo staff si concentrò per attirare altri 100, 200, 500 o 1.000 iscritti con colpi di marketing che furono l'utilizzo di promozioni, sconti, premi e servizi utili su VenomBall.
I numeri arrivarono e si assestarono. Anche il discorso della condivisione, la parte social prese abbastanza piede con qualche post ogni tanto e qualche bella foto scattata durante le partite dagli associati. Ma lo staff di VenomBall voleva aumentare i suoi associati, e allora? Altro battage con premi e sconti dai nomi altisonanti. 

La storiella non finisce, non può finire. Se fossi nerd direi che va in loop, non lo sono ma lo dico lo stesso.

"Vivendo" questa storiella mi sono chiesto: e quei 100 iscritti all'evento iniziale? Non sono più citati.
Non è una mia dimenticanza, lo staff di VenomBall se li è persi.

Non è detto che il successo di una iniziativa sia determinato dalla ricerca del nuovo, dall'aumento immediato dei numeri, spesso è meglio coccolare i clienti che abbiamo (o se preferite concentrarsi sul mercato in cui siamo forti) piuttosto che cercarne nuovi ad ogni costo. Lo staff avrebbe potuto far sentire davvero speciali i primi 100, coinvolgendoli. Se ognuno di quei cento parla bene e coinvolge almeno una persona...e 100 raddoppiano!

Ah, ecco a cosa serve qual tasto "Mi Piace" su Facebook... ;-)

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