venerdì 10 febbraio 2012

Forum della Comunicazione Digitale 2012


In Piazza degli Affari a Milano mi accoglie una provocatoria opera di Cattellan, un dito medio su un plinto di cemento, alto credo una decina di metri. Nello storico Palazzo Mezzanotte si tiene il Forum della Comunicazione Digitale 2012, e forse, anche la rete all’interno dell’evento è stata progettata da Cattellan. Provocatoriamente il WiFi non c’era e parecchi gestori di telefonia erano schermati. Direi che ha provocato alcune reazioni.
Non potendo twittare live, vi riassumo in questo post ciò che mi ha colpito.

Ho partecipato sostanzialmente a due incontri. Ho provato ad andare ad un terzo ma mi hanno “rimbalzato” all’ingresso. No, non ero vestito male, era esauriti i posti disponibili.

1. Employer branding e Social recruiting
Interessante incontro sull’utilizzo di internet da parte delle aziende per reperire risorse umane da assumere o alle quali richiedere una collaborazione.
In linea generale si è detto che le aziende Italiane fanno fatica ad integrare le logiche del web 2.0 al loro modo di operare. Riesce difficile passare da una organizzazione gerarchica ad una organizzazione basata sul dialogo interno ed esterno all’impresa.
In particolare mi è piaciuto il Dott. Joakim Lundquist che ha parlato della mancanza di integrazione tra la parte career è la strategia di sostenibilità di una impresa. Intesa come trasparenza, capacità di costruire relazioni che vadano oltre i termini monetari. Da una indagine operata dalla sua azienda risulta che chi cerca lavoro utilizzando il web vuole interagire con persone fisiche reali, pronte all’ascolto e al dialogo. Per non parlare solo di contratti e stipendi ma anche di talenti, opportunità. Mi trova pienamente d’accordo sul fatto che le iniziative dette di career in Italia non sono inserite in una strategia aziendale di vera comunicazione con il mondo esterno, con il mondo giovane e aggiungerei con il mondo dei talenti…

Ed a proposito di talenti, interessante anche l’intervento della Dott.ssa Alessandra Terruggi (Resp. Comunicazione Interna Vodafone) che ha raccontato l’iniziativa http://lab.vodafone.it/news/2010/09/09/vodafone-a-caccia-di-talenti-nelle-universita/


2. Dalla Comunicazione alla Conversazione
Innanzitutto ringrazio la prodigiosa @scatoladeisogni, che non è un oggetto ma una amica in carne ed ossa e che mi ha coinvolto in questo talk show pomeridiano, che mi sarei perso! Perciò parte del merito di ciò che segue va a lei…
Dico “parte” perché il resto ha un nome solo come protagonista: Osvaldo Adinolfi.
Il suo intervento è stato articolato in più parti tutte interessanti e stimolanti, in particolare ha parlato di fiducia.
Monitorare una conversazione è il primo fondamentale passo per cominciare a costruire il dialogo: l’ascolto è la base per creare poi contatti e contenuti.
Abituarsi all'ascolto vuol dire dare fiducia. E a chi si da fiducia? A chi ci ascolta, il cerchio si chiude.
L’accento si pone sulle parole “someone like me”, io interagisco con qualcuno che abbia qualcosa che lo accomuna a me.
I Brand, i professionisti, le imprese, chiunque approcci i Social Network per farne luogo di business relazionale deve lavorare perché il rapporto di reciproca fiducia venga mantenuto e l’utente finale della nostra comunicazione ci senta e percepisca come “qualcuno come lui”.

E voi? siete “someone like"...who? , cosa fate per esserlo?



English Version (incredible but true!!) :))

In Piazza degli Affari, Milan, welcomes me a provocative work of Cattellan, a middle finger on a concrete plinth, I think about ten meters high. In the historic Palazzo Mezzanotte is held on Digital Communications Forum 2012, and perhaps even the network inside the event was designed by Cattellan. Provocatively, the WiFi does not work, and several telephone operators were screened. I would say it has caused some reactions.Not being able to tweet live, so I summarize in this post.I have participated substantially in two events.
1. Employer Branding and Social RecruitingInteresting discussion on Internet use by companies to find resources to hire or to ask for such a collaboration.In general, Italian companies are struggling to integrate the logic of Web 2.0 to the way they operate. It is difficult to move from a hierarchical organization to an organization based on dialogue inside and outside the company.I especially liked Dr. Joakim Lundquist, who spoke about the lack of integration between the career and the sustainability strategy of an enterprise. Understood as transparency, ability to build relationships that go beyond monetary terms. From a survey made by his company: job seekers using the Web wants to interact with real individuals, ready to listen and dialogue. To not only talk of contracts and salaries but also of talent, opportunity. I fully agree that the initiatives of those career in Italy are not included in a strategy of real communication with the outside world, I means young talent...And speaking of talent, interesting intervention of Dr. Alessandra Terruggi (Internal Communications Manager Vodafone) talking about that the initiative: 
http://lab.vodafone.it/news/2010/09/09/vodafone- fighter-of-a-talent-in-college /
 
2. From Communication to ConversationFirst of all thank the prodigious @scatoladeisogni, which is not an object but a really friend of mine, that got me involved in this afternoon talk show, I would be lost! So part of the merit of what follows is her ...I say "partly" because for the rest the protagonist was Osvaldo Adinolfi.His speech was divided into several parts, all interesting and challenging, in particular he spokes of trust.Monitor a conversation is the first essential step to begin to build dialogue: listening is the basis for creating content and then contacts.Get used to listening means trust. And who is to be trusted? Who listens to us, the circle closes.Emphasis is placed on the words "someone like me", I interact with someone who has something that unites him to me.Brands, professionals, businesses, anyone who approaches the social network to make it a place of business relationship has to work because the relationship of mutual trust is maintained and the end user of our communication we feel and perceive us as "someone like him."And you? are "like someone" ... who?, what do you do to be?

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