mercoledì 4 aprile 2012

La sindrome del Dottor House

La prima e la seconda serie di Doctor House M.D. me le sono seguite dall'inizio alla fine. Poi hanno preso il sopravvento impegni serali di vario tipo e quindi ho abbandonato (si...l'avrei potuto scaricare ma vi ho mai detto quanto io sia pigro sull'argomento "download"? No? beh #sappiatelo). 
In ogni caso il personaggio di House mi piace, ha quel sapore acido ma perfetto che solo le persone geniali si possono permettere. Le caratteristiche sono forti: politicamente scorretto, brusco, diretto ma alla fine vince e convince. E' ovvio che il mio giudizio è influenzato anche  dall'ambito in cui è inserito House, si tratta di una fiction. Ma questa è un'altra storia...ciò che mi interessa raccontarvi è che sono stato ad un corso di Web Marketing. Tenuto dal Dottor House. Ovviamente scherzo, ma leggete qui:

Il corso mi aveva stuzzicato perchè nel programma si parlava di analisi di case history da cui prendere spunto per gestire operazioni di marketing digitale.
I casi erano siti web suggeriti dal pubblico (normalmente di loro proprietà). I relatori, al volo, improvvisando analisi e considerazioni e, quel che è peggio, smontando i lavori presi da esempio. In pratica in maniera ironicamente altezzosa giudicavano le attività svolte e le persone incaricate.
Vi elenco alcune considerazioni sentite:
"Non vorrei essere nei panni del vostro web master"
"Uno che fa una cosa così l'avrei già licenziato"
"Chi ha fatto questa roba non è una web agency! E' il bimbominchia figlio dell'amministratore..."
"Si vede ad occhio che è un sito fatto da uno smanettone..."

Tutte le indicazioni erano orientate a parlare male di chi aveva realizzato i vari siti. 

Io credo che la bravura di chi opera nella comunicazione aziendale (commerciale, venditore, P.R., marketing...) è quella di saper convincere della bontà dei propri argomenti.
Il Dott. House è una fiction, tratta male o giudica i colleghi ma è un genio assoluto nel suo mestiere e alla fine vince (non è corretto dirlo, ma "Lui può"). Siamo in una fiction, in una storia già scritta. Noi non abbiamo ancora scritto nulla, ogni incontro con un cliente è da costruire in un dialogo che tiene conto della concorrenza ma che si basa su quello che noi possiamo fare per lui.

E voi? Avete altri casi di sindrome del Dott. House da raccontare? ;-)


English Version

I followed the first and second series of Doctor House M.D. from the beginning to the end. Then evening commitments of various kinds have prevailed and so I left it (yes I know...I could download it but have I never said that I'm lazy on the subject "downloads"? No? Ok, now you known it).In any case I like the character of House, he has that sour but perfect taste that only geniuses can afford. The features are powerful: politically incorrect, blunt, direct but in the end he wins everytime. Obviously my judgment is also affected by the feeling of the fiction. But that's another story... Now I want to tell you what interests me when I attempted in a Web Marketing course. Given by Dr. House. 
That's a joke, but read here:The course was about of case histories analisys from which to get ideas for managing digital marketing operations.The cases were suggested by the public's web sites. The speakers, on the fly, improvising analyzes and considerations and, what is worse, in a haughty and ironically way judged the activities and the persons responsible for that.We will list a few considerations I hear:"I would not be in the shoes of your web master""I might have already fired someone who did this site""Who made this stuff is not a web agency! Is an incapable child""We see that this is a site made by a disastrous geek ..." 
All indications were directed to speak evil of who have made the web sites presented.I believe that the skills of those who working in corporate communications (PR, marketing, salesman, etc...) is to be able to convince client with the goodness of their arguments. Dr. House M.D. is a fiction, but when the Doctor hurts or judges colleagues is simply because it is an absolute genius in his profession and at the end he wins. But in a fiction, a story already written. We have not written anything yet, every client meeting is to build a dialogue that takes account of competition but is based on what we can do for him.And you? Do you have other cases of Dr. House's syndrome to tell? ;-)


6 commenti:

  1. ma anche perché, ogni singoo partecpante al tuo convegno è un possibile futuro cliente... se lo "insulti" sarà difficile che verrà a chiederti di aiutarlo migliorando il sito... no?

    e concludo con una riflessione umana personale: le persone che giudicano il lavoro degli altri credendosi superiori non potranno MAI imparare niente di nuovo dal mondo esterno, e prima o poi lo pagheranno :)

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  2. Molto bello e sagace, concordo con il pensiero di Martina

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  3. Indubbiamente sminuire il lavoro altrui è notoriamente una tecnica usata da chi in fondo è un insicuro oppure un arrogante, a volte funziona in coloro che sono portatori di pensiero debole :-). Personalmente ho avuto occasione di vedere una versione della sindrome da te descritta in un corso di scrittura che ho frequentato a Milano qualche anno fa, tenuto da un noto personaggio ... Le sue considerazioni critiche erano certamente condivisibili ma il tono, l'ironia e il senso di supponenza di tale signore mi hanno fatto fortemente dubitare di lui, umanamente parlando. Aveva dalla sua la capacità di vendere, di convincere, come dici tu Massimo, tanto che mi sembrava un venditore di Folletto.
    Mah, sarà che a me queste persone ispirano istantanea diffidenza, direi che una buona comunicazione non è solo persuasione è anche la capacità di farsi comprendere da chi ti ascolta, è empatia.

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    1. Grazie per il commento Patrizia... :-) In effetti l'ironia può essere controproducente. Qualche tempo fa ho sentito per radio uno psicologo: parlava di ironia, simpatia e rapporti sociali...pensa che l'antipatia che si può provare per una persona deriva, la maggior parte delle volte, perchè essa fa prevalere l'ironia sull'auto-ironia. Interessante vero? :-)

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  4. Assolutamente! Certi soggetti proprio neanche se ne accorgono e si "parlano addosso", io io io. Se l'autoironia non è un comportamento studiato ma è genuina, forse salverà il mondo :-)

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