venerdì 29 giugno 2012

Controllare la community come all'oratorio...


...dicevamo nell'ultima parte dello scorso post che molte imprese e aziende hanno paura di perdere il controllo del loro prodotto o servizio interagendo con il pubblico. D'altra parte però, parecchi esperti di community management e di storytelling (non ultimo Staffans) affermano che è proprio in questo modo che si raccolgono i risultati più interessanti. 

Avevo 15 anni quando ho cominciato a fare l'animatore in oratorio. I salesiani hanno un metodo educativo che si basa tanto sull'ascolto dei ragazzi, una delle regole d'oro del loro fondatore era propio quella di stare molto insieme ai ragazzi per capire cosa vogliono, cosa li diverte e cosa li coinvolge. E quindi, agire di conseguenza: ascolto e organizzazione delle attività per loro e con loro.
Io ho sempre considerato l'oratorio un luogo di condivisione e svago, in cui ognuno doveva mettere del suo, con delle regole ben precise di comportamento.
Una regola che mi porto nel cuore è quella di tenere sempre occupati i ragazzi, non lasciarli mai nella noia. Il cerchio si chiude: stai con loro, li ascolti, trovi qualcosa che li interessi e glielo proponi. Non è semplice ma è l'unico modo di farli sentire "interessanti".

Povo a calare il tutto nell'ambito social. Siamo d'accordo che i social media sono (dovrebbero) essere luoghi di scambio e interazione? ok.
Anche in questo caso ci devono essere:
- Regole ben definite di comunicazione
- Programmazione
- Contenuti coinvolgenti, interessanti
- Ascolto continuo
- Presenza

Che ne dite? Allunghiamo e approfondiamo la lista?

4 commenti:

  1. Come sempre molto centrato.
    E il tuo post mi fa dire che in fin dei conti tutto è già stato detto molto tempo fa, si tratta di andare a cercarlo e rivestirlo di nuovo.
    Non ti pare?

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    1. Eh già Paolo, tanto per farci capire che certe cose non sono mode, ma bisogna solo dargli una bella rinfrescata! Evergreen (come noi, giusto?) :)

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  2. Faccio assolutamente un commento in OT: leggo la tua frase "Una regola che mi porto nel cuore è quella di tenere sempre occupati i ragazzi, non lasciarli mai nella noia." e penso che se nei social media questa regola sia perfetta (non bisogna mai lasciare una pagina abbandonata a se stessa ma lasciare sempre degli spunti ai tuoi fan), per la vita credo che i ragazzi abbiano un bisogno fondamentale di imparare, che cosa sia la noia, imparare a non fare niente, in questo mondo di continue sollecitazioni, e imparare dalla noia a ritrovarsi ad usare il cervello o il corpo per fare qualcosa che gli piaccia, oppure semplicemente, oziare (che ogni tanto non guasta mai).

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    1. Scusa Martina, ti rispondo un po' in ritardo... concordo con la questione che il sano ozio ogni tanto serva a rigenerarsi per poi ripartire. Io intendo sollecitazioni come stimoli, anche piccoli, che facciano lavorare la testa, il cuore...insomma che coinvolgano e facciano trasformare i pensieri! Le idee sono energia, nulla si distrugge tutto si trasforma...(termodinamica mi pare...forse...:-))

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Grazie per aver lasciato il tuo segno! Sarà pubblicato al più presto... :)

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