giovedì 21 giugno 2012

Voglio perdere il controllo...

Tra gli incontri interessanti che si possono fare in rete c'è Stefania Boleso (con l'accento sulla "o", @stefaniaboleso su Twitter). Acuta, intelligente e con quel fascino da "donna con testa e cuore molto attivi" che la rende davvero interessante. Così interessante che mi piace fare un piccolo e umile commento ad una intervista che lei stessa ha realizzato sulle pagine digitali di Subvertising
Le domande sono rivolte a Simon Staffans, guru dello storytelling transmediale. Vi riporto un pezzo che mi ha colpito e su cui vorrei soffermarmi (il resto lo trovate qui):
Il fatto che il transmedia abbia già dentro di sé i valori del brand engagement rende più facile per i marchi sviluppare progetti di questo tipo?
Credo di sì, ma alla fine io non rappresento nessun marchio... dal momento che una gran parte di progetti transmediali, soprattutto quelli che si basano sull’interazione con il pubblico, hanno tutti l’ardire di cedere il 100% del controllo che i creatori hanno sulla loro storia, penso che i marchi difficilmente possano avere una posizione favorevole sul tema. Lasciar andare il controllo di un brand lo può portare ovunque, anche in aree in cui sicuramente non vorrebbe andare.
D’altra parte, questo è proprio il territorio dove metodi di narrazione transmediale arrivano alla ribalta. Con la creazione di contenuti accattivanti e coinvolgenti ci auguriamo di poter aiutare le persone a prenderli sul serio in considerazione; con lo sviluppo di punti di ingresso e sandbox per le persone ad entrare, collaborare, creare e condividere, cerchiamo lealtà e impegno. Parlando con il pubblico, favoriamo il dialogo e l’interazione. Tutto sommato, lasciando andare il controllo totale della storia, potremmo invece avere il centuplo in termini di creatività e buzz. E con l’aiuto della narrazione transmediale, il “potremmo” può trasformarsi in un “faremo”.

Perdita di controllo. Non c'è nessun accenno ai social network, ma il richiamo forte è all'interazione con il pubblico che condiziona la comunicazione del nostro beneamato servizio o prodotto. Fino a che punto siamo pronti per trasformare Carosello in una storia che coinvolga la voce di tutti (su tutti i media...)? Noi aziende concentrate a far vedere che il prodotto migliore è il nostro, che nessuno fa servizi performanti come i nostri, abbiamo il coraggio di costruire una storia con il nostro cliente? (e non solo 'per')

Paura? Si anch'io...ma nel prossimo post provo a darvi una mia chiave di lettura, vediamo cosa ne pensate...

1 commento:

  1. Innanzitutto grazie per i complimenti, spero davvero di meritarmeli :)
    Detto ciò, la sfida che lancia Simon Staffans a proposito di transmedia è notevole, ed interessante.
    E' un po' ciò che succede con i social media: minaccia o opportunità?
    Dipende da quanto un'azienda riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto e da quanto vuole mettersi in gioco, sapendo che esiste un rischio, ma che allo stesso tempo ci sono opportunità meravigliose che aspettano solo di essere colte...

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Grazie per aver lasciato il tuo segno! Sarà pubblicato al più presto... :)

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